| |
| Il Risveglio di Arkanos ... Finì l’era dell’equilibrio e iniziò l’era del caos. I sei figli di Balan diventarono i nuovi dei, divennero l’incarnazione dei poteri precedentemente racchiusi in un Dio solo. Solo uno di loro avrebbe potuto causare la morte di un immortale. Solo una parte della sua stessa essenza avrebbe potuto eliminarlo e rinchiudere i draghi, i suoi guardiani, in tre pietre poi opportunamente celate. Il sospetto, la diffidenza e l’odio li mosse gli uni contro gli altri in una lotta che cambiò la fisionomia delle terre di Arkanos, distrusse città e sterminò popolazioni intere. Fino alla rivelazione della profezia. Tanti i tasselli dispersi in tutta arcadia rimasti visibili nelle loro rune dorate finchè un’anima, buona o cattiva, mortale o immortale, non ne ha raccolto il verbo. Alcune rivelazioni giunsero fin nei templi alle orecchie divine altri invece furono custoditi gelosamente facendo cader la profezia stessa nella leggenda. Verità o chimera, realtà o menzogna, la profezia portò un periodo di quiete in Arkanos. Gli dei, infatti, scelsero di rifugiarsi in luoghi lontani gli uni dagli altri alla ricerca dei tasselli mancanti: Nwalya scelse gli inferi, Vane le città degli uomini, Fainu le foreste, Azungul le montagne, Illfirin il sottosuolo e Alka i cieli. Amati o temuti vennero venerati con devozione dai mortali:templi, statue e rituali vennero dedicati loro. Più aumentò la devozione nei loro confronti più aumentò la loro potenza.
Questa è Arkanos ai giorni nostri. Una terra in quiete apparente dove il mito si confonde con la realtà e la leggenda con la storia, una terra dove solo la leggendaria profezia potrebbe portare ad una pace duratura o alla distruzione totale. Una terra dove i mortali lavorano incessantemente nella ricostruzione, speranzosi e indistruttibili nell’animo... fino alla prossima guerra... o fino a una pace definitiva... |

|
| | |